“Souvenir di Alassio. Un mare di ricordi”

Marcella Fiore

Arte e merchandising possono andare a braccetto?
È quanto si è domandata Marcella Fiore, graphic designer milanese di adozione, ideando la retrospettiva omaggio alla cittadina ligure.
Alassio, suo luogo di nascita, si affaccia sul Mar Ligure ed è da sempre una rinomata meta turistica. Proprio sulla passeggiata antistante i lidi, al n. 53, negli spazi della galleria Artender, la mostra “Souvenir di Alassio. Un mare di ricordi” sarà visitabile fino al 23 ottobre 2021

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Inseguendo Alice nell’isola delle meraviglie

MAI Museum

Fino a Ferragosto sarà possibile immergersi nell’atmosfera surreale di IN WONDER(IS)LAND, nella magica cornice dell’Isola del Garda.

Metti 9 maxi installazioni artistiche outdoor, 8 targate MAI Museum e una di una guest artist, aggiungici il magnifico paesaggio naturale dell’isola privata dei Conti Cavazza ed il gioco è fatto.

Grazie al MAI Museum, Multimedia Art Innovation, fino al 16 agosto sarà possibile vivere un’esperienza artistica immersiva a 360 gradi sul Lago di Garda. Il progetto è stato ideato dell’art director Vera Uberti, fondatrice della realtà che abbina cultura e nuove tecnologie.

” […] La nostra missione è quella di collegare il pubblico all’arte in un modo completamente nuovo, stimolando le menti, le emozioni e l’immaginazione attraverso esperienze multiple“, è quanto dichiarato proprio dalla Uberti.

Ma come è articolato il progetto?

IN WONDER(IS)LAND si presenta come un’esposizione open air a fruizione libera: partendo in battello da San Felice del Benaco, porto Portese, il visitatore arriva sull’Isola del Garda e si gode l’arte inserita armonicamente nel paesaggio circostante, diventando addirittura parte di una delle installazioni. Infatti, nella magnifica residenza dei Conti Cavazza, di cui si visita anche la loggia, sono state posizionate 9 opere in un percorso che si snoda in tutto il parco. Le creazioni sfruttano le tecnologie digitali per sviluppare nuovi modi di fruizione artistica.

MAI Museum

MAI Museum
Inseguendo Alice nell’isola delle meraviglie – MAI Museum

IN WONDER(IS)LAND si ispira al racconto di Lewis Carroll “Alice nel Paese delle Meraviglie”. L’esperienza dura dalle 20.00 alle 23.00 circa e si apre con la visita guidata alla loggia della residenza e con l’aperitivo in terrazza. Dopodiché il percorso si snoda, in modalità accompagnata o libera, nell’immenso parco. La prima opera che si incontra è “I AM LATE“: insegna luminosa formata da lettere tridimensionali che si illuminano ad intermittenza.

Tutte le installazioni sono completate da luci ed insonorizzazione ad hoc.

Segue poi “DYSRHYTHMIA“, performance laser audiovisiva e cinetica che utilizza la tecnologia per modellare la luce. Richiama il battito cardiaco che simula la sensazione ansiogena determinata dall’arrivo della Regina di Cuori nel romanzo di Carroll.

MAI Museum

Alice
Inseguendo Alice nell’isola delle meraviglie – DYSRHYTHMIA

Il “LAGO DELLE LACRIME” (ideata da Vera Uberti con la partecipazione di KIF Italia, Daniele Davino, light design, e Furio Valitutti, sound design) è forse una delle opere più d’effetto. Delle fibre ottiche luminose avvolgono gli alberi scorrendo sui tronchi ed i rami fino a cadere nell’acqua. Queste simulano il pianto a dirotto di Alice.

ALICE

Alice
Inseguendo Alice nell’isola delle meraviglie – LAGO DELLE LACRIME

Continuando il percorso i visitatori si trovano in un’ampia radura che fa da set all’installazione che li coinvolge direttamente. Infatti il pubblico riceve una lunch box di prodotti gourmet, si accomoda per terra su tappeti e cuscini riproponendo il tea party del Cappellaio Matto.

Alice

MAI Museum
Inseguendo Alice nell’isola delle meraviglie – DOVE VUOI ANDARE?

Seguono poi: “IL GIARDINO“; “METAMORPHOSIS“, cerchi luminosi di due dimensioni in cui i visitatori possono entrare sperimentando le metamorfosi di Alice; “DOVE VUOI ANDARE?” e “SOLE DI MEZZANOTTE “: una sfera gonfiabile in nylon illuminata a led che rappresenta la speranza per un futuro radioso.

MAI Museum

MAI Museum
Inseguendo Alice nell’isola delle meraviglie – SOLE DI MEZZANOTTE

La video installazione “OPEN MY GLADE” della guest artist Pipilotti Rist completa il progetto. Si tratta di un iconico self-portrait dell’artista che preme il viso contro il vetro, simboleggiando Alice imprigionata in se stessa e oppressa. L’opera è arrivata sull’isola grazie alla collaborazione con la rinomata galleria Hauser&Wirth.

MAI Museum

MAI Museum
Inseguendo Alice nell’isola delle meraviglie – OPEN MY GLADE

IN WONDER(IS)LAND è frutto proprio della collaborazione tra diverse realtà unitesi per la valorizzare del territorio. La prima mostra del MAI Museum è stata infatti patrocinata dal comune di San Felice del Benaco (BS), dalla Camera di Commercio di Brescia, dall’Associazione Artigiani di Brescia e provincia e da Visit Brescia, ente del turismo locale. Tra i partner di rilievo anche 24 Ore Cultura.

Grazie a luci, colori, musica e natura visitando IN WONDER(IS)LAND si diventa davvero parte di un sogno.

 www.maimuseum.it

VIETATO L’INGRESSO. I LUOGHI SEGRETI DOVE NASCE LA MAGIA

Vietato l'ingresso

Più di un anno senza spettacoli non ha fermato la realtà milanese che ha messo a punto un’iniziativa speciale e non convenzionale. Durante il secondo lockdown avevo avuto l’opportunità di fare quattro chiacchiere con il suo direttore artistico, Gianmario Longoni, e già i presupposti erano chiari.

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Karim El Maktafi: identità, appartenenza, memoria e radici

Sarà visitabile fino al 24 Maggio la personale del giovane fotografo italo-marocchino presso la Other Size Gallery

Karim El Maktafi

Identità, appartenenza, memoria: Giusi Affronti, curatrice del progetto, ha messo in luce questi tre aspetti del lavoro di El Maktafi nella sua nuova personale intitolata “Fantasia“. In realtà essi sono i punti principali del lavoro del giovane artista, impegnato in una ricerca sul patrimonio culturale marocchino da ben sette anni.

La “Fantasia” è un’antica tradizione maghrebina: chiamata anche “gioco della polvere nera”, “Tbourida” in arabo, è uno sport che affonda le sue origini nell’VIII secolo. Una pratica equestre e festiva che celebra un santo, il Sidi, la semina o l’alternarsi delle stagioni. Lo spettacolo si compone di diverse fasi: inizia dalla carica dei cavalieri che avanzano alla stessa velocità lungo un percorso rettilineo. Si ha poi l’exploit finale, in cui si spara verso il cielo con vecchi moschetti o antichi fucili ad avancarica. L’abilità consiste nel sincronizzare il movimento dei cavalli allo sparo, in modo da creare un unico suono. È un gioco di squadra che da sempre affascina spettatori ed artisti. Eugène Delacroix dipinse nel 1832 la tradizionale cerimonia di Tangeri; il fotografo statunitense Irving Penn nel 1951 lo racconta nello scatto “Berber Horsemen, A Fantasia“. 

Karim El Maktafi

Karim El Maktafi
Karim El Maktafi: identità, appartenenza, memoria e radici

Il lavoro di El Maktafi parte dai suoi ricordi d’infanzia e diventa un’esperienza collettiva senza tempo.

I suoi scatti, raccolti con l’abilità di un fotografo a cavallo tra documentazione e ritratto, risalgono al 2017 nella città natale della sua famiglia, Bouznika. Karim stabilisce così un legame con le proprie radici tra due continenti. La sua ricerca, infatti, si snoda tra Italia e Marocco, esplorando il concetto di identità e appartenenza attraverso la fotografia. 

Nato a Desenzano del Garda nel 1992, Karim El Maktafi si diploma nel 2013 presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano. Nel 2016 ottiene una borsa di studio presso Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton a Treviso. Durante la residenza realizza il progetto “Hayati”, vincitore del PHMuseum 2017 Grant – New Generation Prize, finalista del CAP Prize 2017 (Contemporary African Photography Prize) e secondo premio al Kassel Dummy Award 2018. Il suo lavoro è stato esposto a La Triennale di Milano, al Museum in Der Kulturbrauerei a Berlino, al Pavillon Populaire a Montpellier e al Museo Macro Testaccio a Roma.

Marocco

Karim El Maktafi
Karim El Maktafi: identità, appartenenza, memoria e radici. Before the run participants wait for their turn.

Gli scatti raccolti in “Fantasia” colgono tutti i singoli dettagli dell’evento e dei suoi partecipanti. Le djellabas, tuniche tipiche del Maghreb e confezionate nei villaggi di montagna con tessuto filato a mano, rilucono a tal punto da ricordare i toni luminosi della tavolozza di Paul Klee negli anni della sua permanenza in Tunisia.

E queste luci, questi colori, queste atmosfere si sono riversate in tutta Milano. Il progetto della Other Size Gallery, per scongiurare il rischio di una possibile chiusura a causa della pandemia, è stato in parte allestito per le strade del capoluogo meneghino. Così, fino ad inizio mese, quindici scatti erano esposti tra le sale della galleria e le vie limitrofe, in un itinerario diffuso che sfruttava gli spazi della cartellonistica pubblicitaria. In Galleria veniva consegnata una mappa e ogni scatto era accompagnato da un QR code che dava accesso a contenuti extra sul progetto e l’autore.

Tutti i cittadini hanno così avuto modo di esplorare un orizzonte inaspettato. Un viaggio verso mete e culture al momento precluse viste le limitazioni imposte dal Covid-19.

Fino al 24 maggio la mostra prosegue nella sola Galleria in Via A. Maffei n.1, dove vi si possono ammirare le opere più significative lasciandosi trasportare nella luce abbagliante del Maghreb.

La “Città Fantastica” di Piero Fogliati – Osart Gallery Milano

Piero Fogliati

Ho scoperto le opere di Piero Fogliati per caso, tre anni fa, passando nella sede italiana di Sotheby’s in Corso Venezia, Milano. “Marchingegni” meccanici che hanno subito attirato la mia attenzione per la loro estrema eleganza così lontana dalla pervasività che, a volte, mostrano i risultati tecnico scientifici.

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Frédéric Bruly Bouabré: ARTE ALFABETO UNIVERSALE

Frédéric Bruly Bouabré

Ha inaugurato il 9 Aprile la retrospettiva dedicata all’artista ivoriano. In attesa delle riaperture sono state messe in campo molte iniziative digitali

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“Write your era” – Air Daryal: siate artefici del vostro destino

Air Daryal

Inaugurerà il 24 Aprile a Palazzolo sull’Oglio (BS) la nuova retrospettiva dell’artista bresciana

Air Daryal

Dopo mostre di successo quali “The Shining Hardness” al M.A.C. di Milano, curata da Angelo Crespi ed organizzata in collaborazione con la Fondazione Maimeri, e “The White Shadows” presso l’ex Chiesa di Nigrignano a cura di Luca Beatrice, Air Daryal propone ai visitatori un viaggio verso orizzonti ignoti alla scoperta di se stessi.

Le 19 opere esposte presso l’Opificio Piccitto fungono da tramite per trasportare chi le osserva verso la conoscenza dell’altrove, indagando introspettivamente la propria essenza.

Write your era” è il titolo dell’esposizione e di un’opera inedita che verrà presentata al pubblico a Palazzolo sull’Oglio. Un imperativo categorico rivolto al pubblico per incitarlo ad immergersi nella grande materialità dell’artista.

Un augurio che si ammanta di un significato ancora più profondo visto il periodo che stiamo attraversando.

Air Daryal

Air Daryal
“Write your era” – Air Daryal: siate artefici del vostro destino

Così, dopo il grande successo riscontrato negli ultimi anni e l’inserimento di alcune sue opere nel film di Capotondi “The Burnt Orange Heresy” con protagonista Mike Jagger, la fortunata stagione di Air Daryal prosegue.

Di questo nuovo step saranno partecipi anche i due noti curatori sopra menzionati, Angelo Crespi e Luca Beatrice. Creeranno una sorta di continuum nel percorso espositivo dell’artista grazie a due interventi in diretta social.

Angelo Crespi si collegherà alle ore 18.00 del 24 Aprile sul profilo Instagram @artnomademilan per presentare il suo nuovo libro “NOSTALGIA della BELLEZZA. Perché l’arte contemporanea ama il brutto e il mercato ci specula sopra” ed approfondire l’espressività artistica di Air Daryal.

Air Daryal
“Write your era” – Air Daryal: siate artefici del vostro destino

Air Daryal

Il testimone verrà poi ceduto a Luca Beatrice, giornalista – curatore e critico d’arte come il suo collega, che Martedì 20 Aprile, al medesimo orario, parlerà di “Da che arte stai? 10 lezioni sul contemporaneo“, edito da Rizzoli. L’excursus sulla storia dell’arte più vicina a noi ci condurrà così all’analisi della creatività di Air Daryal.

Completerà il panorama digitale anche un terzo ed ultimo intervento con il gallerista Vanni Rinaldi.

In tutto questo dettagliato percorso io ho avuto il piacere e l’onore di curare proprio “Write your era“. Il catalogo sarà impreziosito da un nutrito testo di Patrizia Giovannini.

Le creazioni dell’artista Air Daryal hanno la consistenza di apparizione oniriche, le suggestioni visionarie lasciano trasognati i visitatori ormai perduti in spazi infiniti senza tempo e tra i simboli nascosti nei colori e negli spessori materici. Air consegna visioni trascendentali ed armoniose, dove immagini e note cromatiche tessono una trama impalpabile, che unisce l’antichità classica ed il mito all’età contemporanea, un tessuto

artistico permeato di astrattismo sgocciolante di colori, scritte misteriose, spessori materici e da una simbologia figurativa esaltata dalla densità della pittura. L’arcaismo ed il modernismo nelle opere di Air si nutrono l’uno dell’altra in un’equilibrata coesistenza, frutto dell’originale progetto ideale dove il mito ispiratore si fonde con armonia alla contemporaneità a cui l’artista appartiene. Nella dimensione atemporale dei suoi quadri,

Write your era

coabitano tigri accanto a divinità olimpiche; le mute vestigia della statuaria greco-romana e le architetture classiche decadenti sono i corpi immateriali del passato che cerca di ritrovare un campo d’esistenza nella modernità del presente; le automobili, le barche, i grattacieli moderni che costellano le città di Air sono oggetti velati dal tempo che fluttuano sulle vie lattiginose di città smaterializzate.Patrizia Giovannini

La mostra inaugurerà il 24 Aprile 2021, con orario dalle 14.00 alle 19.00. Nel rispetto delle normative sanitarie vigenti ai visitatori è richiesto di munirsi di un biglietto gratuito scaricabile al seguente link.

La retrospettiva proseguirà poi fino a Sabato 8 Maggio 2021.

Il percorso espositivo è stato curato da Vanni Rinaldi della Univocal Art Gallery, realtà di riferimento per l’artista, e da Vincenzo Piccitto, proprietario dello spazio di elevate metrature e dal design moderno di grande impatto, sede della mostra.

Le opere di Air Daryal si sposano perfettamente con l’ex spazio industriale conferendogli una sorta di aurea sacrale.

Write your era

Air Daryal
“Write your era” – Air Daryal: siate artefici del vostro destino Uno scatto dell’allestimento della retrospettiva “Write your era” all’interno dell’Opificio Piccitto. Ph: Anna Socci

Completeranno il lay out anche tre sculture del giovane Daniele Accossato, torinese classe 1987. Univocal Art Gallery ha recentemente iniziato a collaborare con questo creativo, arricchendo per il pubblico l’offerta di opere d’arte contemporanea e moderna di assoluto rilievo, che sempre l’ha contraddistinta.

Tra i partner dell’esposizione si annoverano anche Artsail, piattaforma online di vendita in ambito creativo, Studio Piccitto ed il comune bresciano.

Dunque, nell’attesa di accogliervi presso l’Opificio Piccitto dal 24 Aprile, vi aspetto per le dirette social. Vi assicuro che l’essenza dei dipinti di Air Daryal vi donerà una visione a 360 gradi dell’arte, riuscendo a conferirle una dimensione atemporale all’interno dell’intera storia della pittura.

COLLABORAZIONI – Art Nomade Milan

COLLABORAZIONI – Art Nomade Milan

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Elisabetta ed il marchio Art Nomade Milan sono stati analizzati nei seguenti elaborati:

  • Il Ruolo degli Art Influencer nel Museum Marketing: una Ricerca Empirica“. Tesi di laurea magistrale di Alessia Valente. Università Bocconi

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Il MoMA di New York a portata di…polso – Elisabetta Roncati

Swatch x MoMA

Swatch lancia, in collaborazione con il Museum of Modern Art, sei nuovi orologi in edizione speciale, ispirati ad alcuni celebri capolavori della storia dell’arte

Swatch x MoMA

Viaggi ancora limitati, nuovi lockdown in agguato, ma la famosa azienda svizzera di orologi da polso non perde di vista il suo obbiettivo: portare il design di qualità nella vita di tutti i giorni. Un traguardo che la accomuna ad una importante istituzione culturale statunitense: il MoMA.

Nasce così la nuova collezione del brand svizzero ispirata ad alcune celebri opere d’arte conservate nel Museo. La linea è disponibile sui siti internet dei partner coinvolti, in tutti i negozi Swatch e nei MoMA Design Store globali. Gli orologi possono dunque essere acquistati singolarmente o come intera edizione per collezionisti, inseriti in una confezione speciale
ispirata alle Blade Stair, il celebre scalone simbolo del Museo.

Swatch x MoMA

Collezione Swatch X MoMA – Il MoMA a portata di…polso

La “Notte Stellata” (1889) di Vincent van Gogh, “Speranza II” (1907-1908) di Gustav Klimt, “Il Sogno” (1910) di Henri Rousseau, “Composizione in ovale con piani di colore 1” (1914) di Piet Mondrian, “The City and Design, The Wonders of Life on Earth, Isamu Kurita” (1966) e “New York” (1968) di Tadanori Yokoo sono i soggetti scelti.

In realtà il legame tra Swatch e MoMA non è recente ed è ben consolidato. Il Museo include tre orologi nella sua collezione permanente: GB100 (1983), GK100 Jelly Fish (1985) e SFK100 Jelly Skin (1998). Inoltre articoli
Swatch sono stati presentati anche in quattro esposizioni temporanee: “Humble Masterpieces” (2004), “Architecture and Design: Inaugural Installation” (2004-2005), “Standard Deviations: Types and Families in Contemporary Design” (2011-2012) e “Items: Is Fashion Modern?” (2017-2018).

Swatch x MoMA

L’operazione di Swatch non si limita però ai sei orologi sopra menzionati. É stata al contempo attivata la collaborazione con l’artista Beatriz Milhazes per inserire tre delle sue opere della collezione MoMA, “Suculentas Beringelas” (1996), “O Espelho” (The Mirror) (2000), “Meu Bem” (2008), sulla piattaforma Swatch X You. Questa permette ai clienti di creare il proprio orologio personalizzato. Inoltre una tiratura limitata di ogni opera di Milhazes sarà disponibile presso Design Store del MoMA a New York.

Suculentas Beringelas (Succulent Eggplants) (1996) – Il MoMA a portata di…polso

moma new york

Il legame dell’azienda svizzera con l’arte è ben radicato: basti pensare allo Swatch Art Peace Hotel, la residenza per artisti ideata in Cina, o alla partnership instaurata in occasione della 55 Esposizione Internazionale d’Arte col progetto Swatch Faces.

Inoltre è da qualche stagione che il marchio di orologi si è impegnato in vero e proprio tour dei maggiori musei mondiali: prima il Rijksmuseum di Amsterdam, il Thyssen-Bornemizsa di Madrid e poi il Louvre di Parigi con il lancio di cinque modelli a fine 2019 per la collezione Swatch X Louvre.

Swatch X Louvre – Il MoMA a portata di…polso

Swatch x MoMA

La combinazione tra arte, design e moda risulta sempre più spesso vincente e negli ultimi tempi è stata intrapresa da numerosi soggetti.

Pensiamo ad esempio a Pull&Bear e Tate Modern, Uniqlo e Louvre. Arte che diventa un fenomeno di costume o validi strumenti di marketing per sensibilizzare il grande pubblico in merito alla ricchezza artistico culturale? Ai posteri l’ardua sentenza.

Indubbiamente Swatch è riuscita a differenziarsi creando dei prodotti di valore e non solo di consumo.

Ed è così che il design piano piano si fa strada nelle istituzioni culturali fino ad entrare a farne parte, come i tre pezzi Swatch esposti al MoMA.

Tiepolo. Venezia, Milano, l’Europa – Art Nomade Milan

Tiepolo Venezia Milano l'Europa

Ha riaperto il 4 Febbraio la mostra dedicata al maestro del Settecento veneziano

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