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Estremo Oriente e tessitura: la tradizione del ric...

Estremo Oriente e tessitura: la tradizione del ricamo Gu

ricamo Gu

Estremo Oriente e tessitura: la tradizione del ricamo Gu

A Palazzo Durini, sede della MA-EC art gallery, potete ammirare fino a domenica otto splendide opere in cui pittura ed arte tessile si uniscono. Scopriamole insieme 🙂

 

Quando si tratta di tessile proprio non resisto…Italia, Africa, Medio Oriente, ma non solo: la Cina chiama ed Art Nomade Milan risponde 🙂

Vi confesso che non conoscevo questa particolare tradizione e la visita al Milano Art & Event Center mi ha davvero aperto un mondo: quello del ricamo pittorico Gu.

Quest’arte è intimamente legata alla città di Shanghai e, più precisamente, ad uno dei suoi sedici distretti: Songjiang. Il nome Gu deriva da un patronimico: nel 1559 d.C., trentottesimo anno di regno dell’imperatore Jiajing della Dinastia Ming, tre donne della famiglia Gu di Songjiang (Mms. Miu, Han Ximeng, Gu Hulan) crearono e diffusero l’utilizzo dell’ago come pennello e del filo come inchiostro.

ricamo Gu

Estremo Oriente e tessitura: la tradizione del ricamo Gu

Estremo Oriente e tessitura: la tradizione del ricamo Gu

La caratteristica più evidente è come il ricamo Gu usi elementi estetici derivanti dalla pittura. Si narra che i motivi a fiori, uccelli, pesci e figure umane siano derivati dall’osservazione delle opere di Dong Qichang (1556-1636), un pittore letterato molto conosciuto all’epoca. A sua volta Dong Qichang rimase affascinato da questa tecnica che impiegava fili di seta sottili come capelli e una moltitudine di aghi differenti. All’interno della mostra di Palazzo Durini potrete ammirare la versione ricamata in stile Gu dell’opera “Poema sulla permanenza al Villaggio Fang” proprio di Qichang.

La tecnica viene tramandata solo alle donne ed ancora oggi sono poche quelle che ne conoscono davvero i segreti. La lavorazione avviene tramite 16 diversi aghi che intessono esclusivamente fili di seta. L’apprendistato delle giovani artiste dura circa due anni. Un’operazione di estrema pazienza visto che per produrre un lavoro di 25 cm² si impiegano circa 10 mesi.

Durante l’inaugurazione l’artista Zhang Li ha realizzato un versione ricamata del “Painting of Peony“, un dipinto della Dinastia Song meridionale (1127-1279) che ora è conservato nel Museo del Palazzo di Pechino. É stato difficile rendere i petali sovrapposti: ciò ha richiesto vari metodi di cucitura.

Estremo Oriente e tessitura: la tradizione 

 

 

Solitamente i lavori vengono venduti in Cina, non sul mercato internazionale. Così, quando alcuni pezzi passano in asta, vengono battuti a cifre da capogiro per il settore tessile.

Ma perchè il ricamo Gu è approdato a Milano?!

L’occasione è stata la celebrazione del quarantesimo anniversario del gemellaggio tra Milano e Shanghai. Lo  Shanghai Daily Multinational Corporate Communication Club, prestigioso ente nato nel 2014 unendo 400 aziende multinazionali con sede in Cina, ha ideato il progetto “Let’s meet in Shanghai: il ricamo Gu“. Otto opere ricamate con la tecnica Gu hanno così trovato casa a Palazzo Durini, prestigiosa sede della MA-EC art gallery, fino al 15 Dicembre.

Estremo Oriente e tessitura: la tradizione 

In quasi 400 anni il ricamo Gu ha conosciuto momenti di declino, fino alla rinascita completa avvenuta nel secolo scorso grazie alla Songjiang Arts and Crafts Factory (SACF) avente uno speciale dipartimento dedicato al Gu. Alla sua chiusura nel 1990 il laboratorio di Gu entrò nel SEAMS e iniziò un vero e proprio programma di valorizzazione della tradizione con l’istituzione di corsi per formare giovani ricamatrici.

Attualmente sono circa 20 le artiste riconosciute operanti con questa tecnica, che inizia ad essere apprezzata anche in Europa e Nord America.

Finalmente, nel maggio 2006, il ricamo Gu è entrato nella lista dei patrimoni culturali immateriali nazionali.

E qui si apre un capitolo che dovrebbe “fare scuola”, vista specialmente la ricchezza di tradizioni della nostra penisola e il totale stato di abbandono in cui molte di esse versano, con il rischio di scomparire del tutto.

Estremo Oriente e tessitura: la tradizione del ricamo Gu

Songjiang, come sottolineato poco sopra, è uno dei distretti di Shanghai, la città più popolosa al mondo, ricchissima di tradizioni folkloriche particolari. Il rischio che finissero nel dimenticatoio era ovviamente altissimo. Così la municipalità ha dato un grande impulso alla valorizzazione del proprio patrimonio culturale immateriale. Ha istituito 29 patrimoni culturali immateriali (3 nazionali e 10 cittadini) oltre ad attività che coinvolgessero la comunità ed i campus universitari. Tutti gli anni, in occasione della giornata del Patrimonio Culturale e Naturale, numerosi eventi diffondono una maggiore consapevolezza del valore del folklore. Gli spazi vengono aperti gratuitamente e, da diverse edizioni, corsi di ricamo Gu hanno luogo presso l’Università di Scienze Ingegneristiche di Shanghai.

Ricamo ed ingegneria?!

Certamente!!!

Alla faccia di chi considera l’arte tessile un “semplice lavoro da donne” 🙂

 

 


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