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Natale 2020: sempre più digitale senza dimenticare...

Natale 2020: sempre più digitale senza dimenticare l’artigianalità

Natale 2020

Natale 2020: sempre più digitale senza dimenticare l’artigianalità

Si possono trovare creazioni artigianali di qualità anche sul web?  Certo che sì! Leggete per credere

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Ormai ce l’hanno fatto capire in tutte le “salse”: le imminenti festività non saranno uguali a quelle degli anni passati. Niente feste, grandi celebrazioni e spostamenti limitati. Per molti, è inutile negarlo, il web diventa ancora una volta la piattaforma principale dove interagire e fare acquisti. Non sempre, però, l’online diventa sinonimo di prodotti di massa. Se si sa ben cercare spuntano fuori molte realtà artigianali che utilizzano le piattaforme digitali per farsi conoscere e vendere le loro creazioni. Si va dalla tavola, all’arredamento, dall’abbigliamento agli accessori. I social media poi sono diventati una vetrina dove scoprire piccole meraviglie, come il milanese Pourquoi Pas Lab di Francesca Meana o CocCami & Miranda, di cui vi parlerò nelle prossime righe.

Ho virtualmente conosciuto Camilla e Simona qualche mese fa su Instagram e, dopo alcune chiacchierate, è nata una collaborazione e la creazione di alcuni gioielli.

Sarà Simona, alias Miranda, a spiegarvi la loro attività 🙂

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– Lauree in “Sociologia delle perline” e “Filosofia del taglia e cuci” è uno dei vostri motti. Come nasce CocCami & Miranda?

Il nostro nome, CocCami & Miranda, è formato da due anime, la cui formazione non ha seguito un percorso prettamente artistico. CocCami è Camilla, laureata in sociologia, ma con la passione fin da bambina di perline e bijoux. Ha iniziato con un corso in oreficeria per poi non fermarsi più, creando piccole collezioni originali e romantiche. Le sue creazioni sono spesso dettate dalla voglia di sperimentare nuovi materiali, anche inusuali per il campo della bigiotteria. Un’apertura e una voglia di sperimentare sempre coniugata con un gusto vagamente retrò e sognante.

Miranda sono io, Simona. Mi sono laureata in filosofia, ma sono sempre stata attratta dal mondo manuale e artistico/creativo. Appena laureata mi regalarono una macchina da cucire e mi si aprì un mondo. Da quel momento ho deciso di apprendere le tecniche sartoriali presso una sarta professionista. Ho iniziato con piccole collezioni di cappelli e borse fino ad arrivare all’abbigliamento. Proprio dalla nostra formazione viene il nostro primo motto “Sociologia delle perline e Filosofia del taglio e cuci” che sintetizza il nostro approccio all’artigianato. Un artigianato che attinge molto dalla cultura in generale, cerca ispirazione nella letteratura, nel pensiero dell’uomo e, in particolare, nell’arte figurativa.

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– “Civetterie per dame e signorine”: come si caratterizza il vostro spazio e quale è la filosofia sottesa al vostro laboratorio artigianale?

Siamo un piccolo brand il cui laboratorio e show room si trovano in una romantica corte nel centro storico di Ravenna, a pochi passi da San Vitale. Produciamo minute collezioni, meglio, appunto, “civetterie per dame e signorine”. Le nostre creazioni trovano ispirazione nell’arte, nella musica, nella cultura con un amore particolare per i primi decenni del Novecento. Non seguiamo le logiche e le tendenze del mercato e, anche se questo a volte ci penalizza, abbiamo costruito su tale particolarità la nostra identità.

I nostri accessori amiamo definirli “accessori sentimentali”: una lavoro artigianale non è per noi solo una collana, un orecchino o una borsa … ma è qualcosa di più. L’”accessorio sentimentale” racchiude in sé il seme del sentimento che evoca e risveglia sensazioni e ricordi. Oltre che dalla tecnica e dalla sapienza nasce dal pensiero e dal cuore dell’artigiano che, con il suo lavoro, dà vita al racconto di una storia che si dipanerà e prenderà una strada diversa a seconda di chi la sceglierà.

Un altro elemento che ci contraddistingue è quello di realizzare personalizzazioni su richiesta. Chi deve partecipare ad una serata, ad un evento importante come, ad esempio, un matrimonio può indossare un accessorio unico che non fa da contorno all’abito, ma viene creato in armonia con esso.

É il particolare che valorizza il tutto.

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Coccami e miranda

Natale 2020: sempre più digitale senza dimenticare l’artigianalità – CocCami & Miranda

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– Quali sono le collezioni alle quali siete più legate?

Ce ne sono tante e tutte per motivi diversi fra loro. Sicuramente una alla quale siamo affezionate è “C’era una volta un separé ”, del 2016. Fino a quella collezione io e Camilla avevamo ideato linee in parallelo, mentre in quell’occasione abbiamo lavorato insieme partendo dalla stampa del tessuto e dalla costruzione dei modelli. Il design che abbiamo utilizzato è nato da un nostro disegno ispirato da un vecchio separé esposto in atelier. Da lì è sorta una piccola collezione di casacche, gonne e pantaloni impreziosita da romantici bijoux.

 

– “Estro armonico” è la linea di bigiotteria che trae ispirazione dalle grandi opere d’arte del passato: come è nata l’idea e cosa significa l’arte per voi?

Il termine “Estro Armonico” deriva dalla raccolta di dodici concerti (op.3) di Vivaldi. Il titolo dell’opera è un ossimoro che vuol evidenziare la ricerca del perfetto punto di equilibrio fra due esigenze opposte: da una parte l’estro, cioè la pura fantasia che si scatena in totale libertà, dall’altra gli stretti vincoli matematici dettati dalle regole dell’armonia. Una buona parte della collezione si concentra sulle opere di Michelangelo ed in particolare sulla cappella Sistina, ma spazia anche fra altri grandi dell’arte come Tiepolo, Leonardo, Botticelli, Boldini…

E’ una collezione in itinere o meglio è una linea che ha un inizio, ma non una fine proprio perché il nostro amore per l’arte è sconfinato. Continueremo, nel tempo, a produrre accessori che andranno a comporre questa collezione. L’arte rimane il nostro campo di azione privilegiato. É proprio da lì che traiamo ispirazione sia per i sentimenti che ci suscita, sia per la bellezza estetica che va a qualificare e valorizzare una creazione artigianale. Crediamo molto anche nel bene e nella forza curativa che la cultura ha sull’uomo ed è proprio per questo che non ci stancheremo mai di parlare di arte e bellezza a tutte le persone che ci seguono.

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– Due amiche, due donne, un’idea alla quale, di recente, si è aggiunta anche la fotografa Tania Melnikova. Possiamo sfatare il mito che i team tutti al femminile non funzionino?!

Penso che non ci sia neanche bisogno di parlare di questo falso mito: si sono sprecate fin troppe parole. Fa parte di una cultura retrograda e misogina che tende ad associare la donna a sentimenti di invidia, rivalsa ed ipocrisia. Sono convinta del fatto che siano le qualità delle persone a determinare la forza o meno di un team e non di certo il sesso di chi ne fa parte. La visione del team al femminile come fallimento è probabilmente una storia che hanno raccontato per tanto tempo gli uomini, ma ormai non ci crede più nessuno.

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Natale 2020: sempre più digitale senza dimenticare l’artigianalità  CocCami & Miranda

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– Nel logo di CocCami & Miranda compare anche un levriero: quale è il vostro legame con gli amici a quattro zampe?

Abbiamo sempre amato gli animali, ma è stata Tania, unitasi a noi 3 anni fa, a infonderci con più forza questo sentimento. Con lei lavoriamo su vari progetti, oltre a condividere uno spazio comune di lavoro. In showroom ha allestito un piccolo atelier fotografico dove ama immortalare anche gli amici a quattro zampe. Spesso succede che con alcuni scatti fotografici significativi vengano creati anche bijoux come ciondoli, collane, bracciali o t-shirt, offrendo così al cliente un ricordo molto intimo e personale.

coccami e miranda

– Secondo voi il “made in Italy”, rappresentato dalle piccole botteghe, è davvero valorizzato? Quali azioni si dovrebbero intraprendere per sostentarlo maggiormente?

E’ un discorso molto complesso e che, naturalmente, ci sta molto a cuore. Grazie a internet anche il piccolo artigiano si è potuto affacciare al mondo. Un mondo molto complesso, con mille regole e dinamiche articolate, ma che può offrire tanto. Sicuramente la politica dovrebbe ricordarsi che l’Italia è piena di queste piccole realtà, che tengono vivo il tessuto sia dei paesi che delle grande città. Il turista stesso va alla ricerca dell’artigiano, della bottega nascosta fra i viottoli delle nostre meravigliose cittadine.

Penso che la creazione artistica si possa proporre sulla rete anche con risultati efficaci, ma la sensazione che si prova andando di persona a “casa” dell’artigiano è impagabile ed unica. Sarebbe interessante sviluppare una politica in questo senso, una volta cessata l’epidemia. Incentivare un turismo orientato alla ricerca del prodotto “made in Italy”, ma con tutto un percorso di conoscenza, workshop, seminari, esperienze pratiche sul campo. Così come lo è il comparto enogastronomico italiano anche il micro settore artigianale potrebbe diventare una grande fonte economica, oltre che culturale, per il nostro paese.

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– I vostri prossimi progetti?!

I tragici eventi legati al COVID-19 hanno certamente rallentato i nostri progetti, ma solo nei tempi di realizzazione. Ricollegandomi allo sviluppo della micro artigianalità stiamo lavorando ad un’idea che vede impegnate piccole realtà cittadine. Vorremmo, in futuro, proporre delle giornate di visita a Ravenna che non si riducano solo al tour dei monumenti, ma integrino anche esperienze nelle botteghe e negli atelier. Naturalmente continueremo a percorrere il nostro viaggio nell’arte sviluppando ulteriormente la collezione “Estro Armonico” che, oltre ai bijoux, lavorerà anche sui tessuti attraverso la stampa e la proposta di linee e modelli sartoriali che si ispirano ad alcune famose opere del mondo dell’arte.

 


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